Giorno della Memoria
Istituito per legge nel 2000, ricorda la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione e la deportazione. Per la rete è la data in cui si lavora sul rapporto fra legge e giustizia.
Una legge può essere ingiusta
È la ragione per cui questa data ha senso in un Centro che si chiama «di promozione della legalità». Le leggi razziali del 1938 erano leggi: approvate, pubblicate, applicate da funzionari che rispettavano le procedure. Insegnare legalità significa anche insegnare che l’obbedienza alla norma non basta, e che esiste una responsabilità personale che non si delega al testo di legge.
Testimoni diretti, sempre meno
Il tempo dei testimoni diretti si sta chiudendo. La rete lavora perciò su due binari: le testimonianze registrate negli anni scorsi, che restano disponibili nell’archivio, e il lavoro sulle fonti — documenti d’archivio, registri scolastici del periodo, atti dei comuni bergamaschi.
Diversi istituti della provincia hanno ricostruito che cosa accadde nella propria scuola dopo il 1938: quali insegnanti e quali studenti vennero espulsi, con quali firme. È un lavoro che sposta la Shoah dal manuale al corridoio in cui si sta seduti.
Da completare
Le informazioni di dettaglio di questa pagina — date, relatori, sedi, moduli di iscrizione — vanno inserite dalla segreteria del Centro prima della pubblicazione.