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CPL Bergamo — Centro di Promozione della Legalità «Giovanni Falcone e Paolo Borsellino»
Calendario civile

Memoria e impegno

Fare memoria non è ricordare una data. È capire come sono andate le cose e che cosa se ne ricava per oggi: è un lavoro di conoscenza, non un esercizio di commozione.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino a Palazzo Trinacria, Palermo, 27 marzo 1992
Palermo, 27 marzo 1992
foto Tony Gentile
L’intitolazione

Perché il Centro porta il loro nome

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino furono uccisi a Palermo nel 1992, a cinquantasette giorni di distanza. La rete bergamasca ne porta il nome per un motivo pratico prima che simbolico: il loro modo di lavorare — documentare, collegare, non lasciare nulla al singolo — è quello che chiediamo alle scuole quando entrano nel Centro.

La fotografia qui accanto è di Tony Gentile e fu scattata il 27 marzo 1992 a Palazzo Trinacria, a Palermo. I due parlano a bassa voce, uno fa una battuta, ridono. Restò in archivio senza che nessuno la notasse, e venne pubblicata per la prima volta il giorno dopo la strage di via d’Amelio.

Il metodo, non il monumento

Il rischio delle intitolazioni è di trasformare le persone in statue. Falcone e Borsellino erano magistrati che lavoravano su carte: bilanci, movimenti bancari, tabulati. Il maxiprocesso nacque da lì, non da un gesto eroico. Alle scuole la rete propone di raccontarli così — come professionisti ostinati — perché è la parte trasmissibile: nessuno studente può fare l’eroe, tutti possono imparare a documentarsi.

Le altre memorie

La sezione non riguarda solo il 1992. Comprende il lavoro sulle vittime innocenti delle mafie, sulla Shoah e sulle deportazioni, sulla violenza di genere e sulle storie del territorio bergamasco. Sono raccolte nelle pagine del 21 marzo, del 27 gennaio e del 25 novembre.

Le mafie al nord

Un punto su cui la rete insiste: la Lombardia non è terra di conquista recente. Le inchieste degli ultimi decenni hanno documentato radicamento in appalti, edilizia, ristorazione, smaltimento rifiuti, anche in provincia di Bergamo. Raccontare le mafie solo come fenomeno meridionale è, per una scuola lombarda, l’errore didattico più costoso.

Da completare

Le informazioni di dettaglio di questa pagina — date, relatori, sedi, moduli di iscrizione — andranno inserite dalla segreteria del Centro non appena disponibili.